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Radiatore, come funziona: spiegazione facile

Il radiatore è l’apparecchio terminale di un impianto di riscaldamento costituito da diversi elementi a seconda dell’ambiente da riscaldare. In commercio ne esistono diversi tipi. Vediamo quali sono e come funzionano.

Si distinguono i radiatori ad acqua, a gas ed elettrici. Nel primo caso, il fluido termovettore è l’acqua, riscaldata grazie ad una caldaia che attraverso un sistema di tubature serve i vari caloriferi, in genere di forma tubolare. Nel secondo il fluido vettore è il gas (metano o gpl). Il terzo tipo di radiatore è riscaldato da una resistenza elettrica interna. Questi apparecchi sono adatti al riscaldamento di ambienti di piccola dimensione.

I radiatori possono essere orizzontali, verticali, bassi o a battiscopa. Quelli orizzontali hanno una larghezza superiore all’altezza. I verticali sono idonei laddove lo spazio orizzontale non è sufficiente, mentre quelli bassi dove è difficile posizionarli in altezza. Quelli a battiscopa hanno un’altezza pari a circa 20 centimetri.

Come funziona il radiatore

Il radiatore è costituito da tre valvole. La valvola di spurgo consente di espellere l’aria che può impedire la circolazione di acqua ed il riscaldamento degli elementi. Il detentore è collocato al lato opposto della valvola di spurgo e regola la velocità di scorrimento dell’acqua. Il termostato regola l’ingresso dell’acqua affinché possa rendere il radiatore più o meno caldo o spegnerlo a seconda della temperatura raggiunta nell’ambiente.

Il riscaldamento del radiatore avviene grazie alla circolazione di acqua calda intorno a 60° – 80° che circola dentro gli elementi cavi del termosifone. La circolazione dell’acqua può essere naturale, quando è la stessa temperatura ad influenzarne il movimento, oppure forzata, quando il suo spostamento è dovuto con l’aiuto di una pompa. L’acqua può essere riscaldata da una caldaia alimentata da un combustibile (metano, gpl, gasolio) oppure da fonti di energia alternative (pannelli fotovoltaici, pannelli solari, stufe e camini a legna o pellet).

Il riscaldamento dell’ambiente può avvenire per convezione o per irraggiamento. La convezione è il metodo più comune: il 70-80% del calore viene trasmesso all’aria che circonda il termosifone per essere trasportata in tutto l’ambiente. Questo sistema ha alcuni svantaggi, perché accresce la circolazione delle polveri, l’aria secca ed i consumi di combustibile.

L’irraggiamento si basa sull’identico principio con cui il sole riscalda la terra. Lo svantaggio di questo tipo di radiatori è che trasmettono solo la metà del calore, anche se consente un risparmio energetico perché sfrutta temperature più basse per il fluido vettore.

Un elemento da tenere in considerazione per il corretto funzionamento del radiatore è la resa termica, dato espresso in watt. Questa informazione è anche utile per determinare il numero di elementi necessari per garantire il corretto riscaldamento di un ambiente.

Radiatori: quale materiale per quale funzione

Un radiatore può essere in ghisa, alluminio o acciaio. Quelli in ghisa sono dotati di un’alta inerzia termica che consente loro di accumulare calore, riscaldarsi e riscaldare lentamente l’ambiente. Lo svantaggio di questo materiale è il peso e la scomodità nell’installazione per cui tale tipo di radiatore è andato in disuso. I termosifoni in ghisa sono ancora reperibili in edifici storici o di campagna. Un altro difetto della ghisa è il progressivo arrugginimento.

I radiatori in alluminio sono i più diffusi perché riscaldano molto velocemente e idoneo ad ambienti che debbono essere riscaldati rapidamente. Lo svantaggio è che raffreddano velocemente e non continuano a diffondere calore come avviene per quelli in ghisa.

L’acciaio è un materiale che sembra raggiungere un adeguato compromesso tra ghisa e alluminio nella conservazione e trasmissione del calore. Sono infine di recente introduzione radiatori in polipropilene, materiale plastico resistente alle alte temperature, più o meno con le stesse caratteristiche dell’acciaio in termini di inerzia termica.

Installazione e prezzi di un radiatore

L’installazione del radiatore deve tenere conto della tipologia, delle caratteristiche costruttive e della metratura degli edifici e degli ambienti da riscaldare, per definire dimensionamento e numero di elementi di ciascun termosifone.

Per quanto riguarda il prezzo, il costo di un radiatore dipende dal tipo di materiale, dal numero di elementi e dalle dimensioni. La diffusione di termoarredi e scaldasalviette e di termosifoni in diverse e particolari forme influisce sulla gamma d’offerta e sui listini. Il prezzo medio varia da un minimo di 50 ad un massimo di 150 euro per i termosifoni in ghisa, mentre per quelli in acciaio o alluminio varia da 100 a 300 euro.

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